mercoledì 20 settembre 2017

Soros contro Buffett, tre titoli azionari a confronto nei loro portafogli

Credo che chiunque investa o speculi nei mercati azionari conosca i nomi dei miliardari George Soros, famoso in questo periodo perchè un grande scommettitore sul ribasso dello S&P500 e Warren Buffett, cassettista decennale diventato il terzo uomo più ricco del mondo grazie a titoli azionari come Disney, Wells Fargo e Coca Cola, tenuti in portafoglio per 30 anni.

Buffett è proprio famoso per il suo approccio a lungo termine basato sui fondamentali, è decisamente in contrasto col miliardario Soros, che è più adatto ad effettuare speculazioni basate su tendenze e previsioni macroeconomiche. Nel secondo trimestre il fatturato del portafoglio della Berkshire Hathaway di Warren Buffett è salito del 2%, mentre quello di Soros del 15%. Sempre nel secondo trimestre abbiamo assistito a delle vere trasformazioni sui portafogli dei due miliardari, Soros ha ridotto la sua lista di società su cui Buffett sta puntando da otto anni.

Goldman Sachs (GS)
Goldman Sachs è una holding bancaria e una holding finanziaria. Goldman Sachs è una investment banking globale che fornisce una gamma di servizi finanziari a una clientela che comprende aziende, istituti finanziari, governi e high-net-worth individuals. la sede si trova negli Stati Uniti.

Soros acquistò azioni Goldman Sachs alla fine dell’anno scorso e all’inizio del 2017. A causa di un picco del prezzo delle azioni nel mese di novembre durante l’elezione di Trump. Alla fine Soros non ha ottenuto un grande guadagno sul titolo che da allora sta rendendo il -4%. Buffett ha 11 milioni di azioni Goldman dal 2013, quando la sua scommessa nel dopo crisi diede il via all’acquisto di 5 miliardi di dollari di azioni scesa poi a 2 miliardi di dollari e 13,1 milioni di azioni. Buffett ha venduto solo circa 2 milioni di azioni della quota durante la sua ascesa a 115 $ per azione sui warrant convertiti, a 222 dollari in media nel secondo trimestre, il suo guadagno lordo è stato del +70%.

Goldman ha registrato un aumento del 42% del fatturato netto su base annua e un guadagno dell’8% rispetto al trimestre precedente. Anche i titoli azionari netti sono aumentati del +88% rispetto al secondo trimestre del 2016 sui guadagni netti provenienti da titoli azionari privati, incoraggiati da “performance aziendali e eventi aziendali specifici”.

La banca poi ha postato rendimenti inferiori alle attese nel secondo trimestre a causa del suo segmento investimenti bancari, il quale ha registrato un calo del -3% rispetto al secondo trimestre dello scorso anno, ma è aumentato del +2% rispetto al trimestre precedente. I ricavi netti nei servizi di clientela istituzionale sono scesi del -17% e, più preoccupante, le entrate del suo reddito fisso sono diminuite del -40% a causa di un ambiente difficile.

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United Continental (UAL)
United Continental Holdings è un’holding di compagnie aeree quotata in borsa con sede nella Willis Tower di Chicago. La società è il successore di UAL Corporation, che accettò di cambiare il suo nome in United Continental Holdings nel maggio 2010, quando venne raggiunto un accordo di fusione tra United Airlines e Continental Airlines. Le sue azioni verranno quotate con il simbolo UAL.

Soros è impegnato nella speculazione sulla seconda compagnia aerea United Continental. Negli ultimi anni e mezzo, ha alternato l’acquisto e la vendita di azioni ogni trimestre. Dall’altra parte, Berkshire ha preso una quota del 9,27% della società nell’ultima metà del 2016. Nel secondo trimestre, i gestori hanno venduto solo meno del 3% delle loro azioni in quanto il prezzo delle azioni hanno continuato a salire. Dopo una forte ripresa del rapporto degli utili di luglio, le azioni di United Continental sono scese del 14% da gennaio ad oggi, per chiudere a 62,43 dollari per azione.

United Continental ha registrato un EPS e ricavi più alti degli obiettivi degli analisti nel secondo trimestre. L’EPS ha colpito 2,75 dollari contro i 2,67 e il fatturato è arrivato a 10 miliardi di dollari rispetto ai 9,97 miliardi di dollari. Ha registrato un aumento del 2,1% anno su anno del reddito consolidato per passeggero per chilometro disponibile. I ricavi del carico sono aumentati del 22,1%.

Dal lato dei costi, le spese operative sono aumentate del +3,2% su base annua. Il costo unitario per miglio di posti disponibili è diminuito del -1% a causa di oneri speciali inferiori, in parte compensati da maggiori oneri e manodopera.

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American Airlines (AAL)
American Airlines è la compagnia aerea maggiore statunitense di proprietà di American Airlines Group, con sede a Fort Worth in Texas. Gestisce una vasta rete internazionale e nazionale, con voli di linea dal Nord America ai Caraibi, Sud America, Europa e Asia.

La Berkshire ha raddoppiato la sua quota di American Airlines nel quarto trimestre e attualmente detiene 47 milioni di azioni, ovvero il 9,65% della compagnia aerea, con un guadagno stimato del +12%. George Soros ha scambiato American Airlines dalla sua fusione con il gruppo US Airways nel 2013 ed è uscito nel secondo trimestre. Il titolo della compagnia aerea ha registrato un aumento del 4,2% in meno rispetto al 4,9% del settore S&P500.

La concorrenza e le sfide hanno ridotto i rendimenti per gli investitori delle compagnie aeree, in quanto i rendimenti della compagnia aerea media non hanno superato il costo del capitale del settore, secondo l’International Air Transport Association. Ma la ripresa negli ultimi due anni sembra proseguire anche nel terzo. Per l’anno prossimo, l’organizzazione prevede un ritorno dell’industria dell’8,8%, che ha affermato di premiare adeguatamente i proprietari di azioni.

Per il secondo trimestre, American Airlines ha registrato 11,1 miliardi di dollari di entrate, il 7,2% in più rispetto a un anno fa. Gli utili sono diminuiti a 803 milioni da 950 milioni di dollari nello stesso periodo, influenzando negativamente da un aumento del +15,4% dei prezzi del carburante. Anche American Airlines, nel secondo trimestre, ha ribadito diversi investimenti a lungo termine, come l’ampliamento dell’offerta economica di base a 78 mercati e l’introduzione di 200 milioni di dollari per espandere i propri voli di lusso.

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lunedì 18 settembre 2017

Domino Solutions: Adidas diventa leader dell'abbigliamento sportivo

Adidas Ag (ADS.DE) è un’impresa multinazionale con sede a Herzogenaurach, in Baviera (Germania), produce calzature, abbigliamento e altri articoli sportivi, per attività professionale, dilettantistica o per il tempo libero. È il maggiore produttore di abbigliamento sportivo in Europa e oggi il maggiori a livello mondiale. I suoi prodotti sono tutti identificati da tre strisce parallele e disposte in modo obliquo.

Le origini dell’attuale azienda si possono far risalire al 1924 quando Adolf Dassler (detto Adi), figlio di un calzolaio, aveva cominciato a produrre scarpe da calcio nella lavanderia della madre a Herzogenaurach, una cittadina della Baviera. In quell’anno assieme al fratello maggiore Rudolf Dassler, fondò la Gebrüder Dassler Schuhfabrik (fabbrica di scarpe dei fratelli Dassler). Adi si occupava di fabbricare materialmente le scarpe mentre Rudolf si occupava della distribuzione e della parte gestionale. L’azienda ottenne subito un grande successo e guadagnò la ribalta internazionale già durante i Giochi olimpici del 1929 e del 1936, equipaggiando le medaglie d’oro Lina Radke e Jesse Owens.

Nel 1947, a causa di dissapori che erano già sorti durante la II guerra mondiale, i due fratelli si divisero. Rudolf formò una sua azienda che chiamò inizialmente Ruda (unendo le prime due lettere del nome Rudolf e del cognome Dassler) e che poi nel 1948 ribattezzò in Puma Schuhfabrik Rudolf Dassler, oggi nota semplicemente come Puma. Adolf invece chiamò la sua azienda “Adi Dassler adidas Sportschuhfabrik” e come logo una “scarpa con le tre strisce”.

Adidas, Puma, Arena, media mobile, analisi tecnicaAdi scoprì poi negli anni cinquanta che una marca finlandese di scarpe, la Karhu, fondata due anni prima della Adidas, adottava già le tre bande come marchio, oltre ad un orso (Karhu in finlandese): decise allora di comprare l’esclusiva delle “tre strisce” dalla Karhu per una cifra pari a circa 1600 euro attuali più due bottiglie di whisky.

Nel 1967, l’azienda lancia il suo primo capo da abbigliamento, la tuta, indossata da Franz Beckenbauer aprendo cosi ad un nuovo business, un’azienda che fino ad ora era famosa per le scarpe. Ciò che ha sempre contraddistinto Adidas e il suo fondatore, era la capacità di creare prodotti innovativi, guadagnandosi la fiducia degli atleti. Il segreto del successo di Adi Dassler ha avuto un ingrediente personale aggiuntivo, egli ha sempre incontrato atleti (alcuni di loro anche solo in visita a Herzogenaurach), che hanno ascoltato attentamente ciò che diceva e che hanno posto costantemente osservazioni su ciò che poteva essere migliorato o addirittura inventato per sostenere le loro esigenze.

Nel 1970, adidas ha conquistato un altro ramo dell’industria dei beni sportivi, fornendo la palla ufficiale, TELSTAR, per la Coppa del Mondo FIFA 1970. Come dice già il nome TELSTAR, la palla è stata progettata per migliorare la visibilità della TV in bianco e nero. Era l’inizio di un lungo sodalizio, con Adidas che ha fornito il pallone per ogni partita ufficiale di tutte le FIFA World Cup a seguire.

Nel 1972, il mondo osservava la Germania quando i Giochi Olimpici si sono aperti a Monaco. Appena in tempo per l’evento, adidas ha presentato un nuovo logo: il Trifoglio, simboleggiando le prestazioni. Alla morte di Adi Dassler nel ’78, la società è stata guidata dal figlio di Adi, Horst, con il sostegno della madre Käthe, riprendendo – tra le altre cose – a padroneggiare la sua invenzione, il marketing sportivo moderno.

Curiosità

Negli anni 80 la divisione permeava così tanto la vita cittadina che Herzogenaurach divenne famosa per essere “la città dei colli piegati”, per via del fatto che le persone, prima di rivolgere la parola a qualcuno, erano solite controllare quali scarpe portasse l’interlocutore. Se il resto della Germania era diviso dalla cortina di ferro in “wessie” e “oessie”, Herzogenaurach era divisa dalle scarpe in “adisassler” e “pumeraner”. La cittadina ha due squadre di calcio, l’ASV Herzogenaurach per l’Adidas e l’FC Herzogenaurach per la Puma; vi sono i bar, i pub, le macellerie, i quartieri residenziali e così via per la fazione Adidas e quelli per la fazione Puma; se in un ristorante vi era seduto qualcuno della fazione avversa, gli altri si sedevano il più lontano possibile; persino i matrimoni “misti” erano, e forse un po’ lo sono tuttora, scoraggiati e si narra ancora la storiella secondo la quale una volta un ragazzo che lavorava per Adidas si innamorò della figlia di un dirigente di Puma e, dopo averla sposata, fu costretto a cambiare fazione con tutta la famiglia, con sommo dispiacere di suo padre che non si riprese mai completamente. Nel 2015 il sindaco della cittadina bavarese, che per “par condicio” indossa a giorni alterni vestiti Puma e Adidas mentre quando è in vacanza li mischia, ha fatto costruire una nuova fontana con raffigura un calzolaio e bambini che giocano al tiro alla fune: uno indossa scarpe con le tre strisce, l’altro scarpe con il felino.

Innovazione e tecnologia

Oggi sembra abbastanza comune, ma già negli anni ’80, un computer non apparteneva ne tantomeno poteva avere la forma per entrare nelle tue scarpe. Questo non ha impedito ad Adidas di metterlo lì. Un’innovazione prima del suo tempo, il Micropacer presentava un sistema – noto oggi come miCoach – che fornisce statistiche di rendimento agli atleti.

L’improvvisa morte di Horst Dassler nel 1987, due anni dopo la morte di sua madre Käthe, significava acque turbolenti per Adidas. Dopo che la famiglia Dassler è uscita dalla società, sono state cambiate leadership e prese decisioni strategiche discutibili che hanno causato una perdita record nel 1992 e portato la società vicina al fallimento.

Rilancio

Robert Louis-Dreyfus il nuovo CEO ha fatto sembrare facile un lavoro quasi impossibile. Insieme al suo partner Christian Tourres, capì che l’adidas quasi in bancarotta non aveva bisogno di essere reinventata, semplicemente bastava darle una nuova direzione. Ha trasformato il gigante addormentato da venditore ad azienda di marketing e ha guidato la società Adidas indietro sul percorso di crescita. Nel 1995, diventa una società pubblica, quotandosi in borsa e il suo nuovo slogan di marketing non riusciva a riassumere meglio il suo percorso: “Lo sapevamo allora, lo sappiamo ora”.

Acquisizioni strategiche

Nel 1997 acquisisce la Salomon Group e i suoi marchi Salomon, TaylorMade, Mavic e Bonfire, cambiando nome in adidas-Salomon AG. L’anno dopo adidas-Salomon AG si impegna a tornare alle sue radici e si è trasferisce in una nuova sede appena fuori Herzogenaurach. Il “World of Sports”, un’ex base militare americana trasformata in campus, costantemente rinnovato, ampliato e modernizzato per ospitare la società in crescita e i suoi dipendenti. A partire dal 2013, il World of Sports ospita più di 3.000 dipendenti adidas, offre strutture sportive all’aria aperta, una caffetteria, un asilo e una palestra.

Nel 2006 quando Adidas e Salomon si separano, perche quest’ultima venduta con i suoi marchi (escluso TaylorMade) ad Amer Sports, Adidas acquisisce Reebok, tra i quali i marchi Rockport e Reebok-CCM Hockey e riunendo due tra le aziende più rispettate e più conosciute del mondo nel settore degli articoli sportivi. Nel mese di giugno, la società viene nominata Adidas AG.

Kasper Rorsted nell’ottobre 2016, diventa il novo CEO di adidas dopo aver guidato la società tedesca di beni di consumo Henkel per otto anni, ben accolto tra i dipendenti, i media e gli investitori. Le industrie della moda e dell’abbigliamento sportivo hanno continuato a rivoluzionare con salute e fitness che si fondono in un concetto di stile di vita, Rorsted ha iniziato a dirigere l’azienda verso nuovi successi in un’era digitale, fondandosi sulla strategia creata in precedenza, Creando il nuovo.

Solidi Bilanci

Adidas ha chiuso il 2016 con ricavi pari a 19,29 miliardi di euro, in salita del 14% rispetto ai 16,915 miliardi dell’anno precedente. Depurando i conti dagli effetti cambi il progresso sarebbe stato pari al 18%. L’utile netto attribuibile agli azionisti è stato pari nel 2016 a 1,02 miliardi di euro, in salita del 59,3% rispetto ai 640 milioni di euro del 2015. Il management del gruppo ha porposto ai soci di approvare la distribuzione di un dividendo di 2 euro per azione. Per il 2017 i vertici si attendo un utile per azione in crescita tra il 18% e il 20% a circa 1,225 miliardi di dollari.

Nel secondo trimestre 2017 le vendite record hanno raggiunto i € 4,4 miliardi, in crescita del 21%, che rappresenta il più alto tasso di crescita del secondo trimestre da più di un decennio. In particolare, il marchio Adidas continua a sperimentare un calore senza precedenti, con ricavi in aumento del 25%. Nonostante i gravi venti contrari degli effetti valutari negativi, il margine lordo del Gruppo è salito di 50 punti base al 48,8%. Il margine operativo del Gruppo è migliorato di 3,4 punti percentuali al 9,4%. Di conseguenza, l’utile netto da attività continuative è quasi raddoppiato, raggiungendo un massimo storico durante il secondo trimestre di € 291 milioni.

Evoluzione in borsa

L’azienda dopo la crisi del 2007, e precisamente dal 21 novembre del 2008 è cresciuta del 700%, passando da € 21,00 agli attuali € 198,00.

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mercoledì 13 settembre 2017

Pioneer investments: le azioni più cedute dal gruppo (parte 2 di 2)

Pioneer Investments, è il nome commerciale di Pioneer Global Asset Management S.p.A. e le sue controllate. Fondata nel 1928, Pioneer Investments è una società globale di investimento, con uffici in 28 Paesi, oltre 2.000 dipendenti e oltre 250 miliardi di asset in gestione. Pioneer Global Asset Management S.p.A. è una società interamente controllata da UniCredit S.p.A. La società di investimenti in questo periodo ha fatto cambiamenti importanti nei suoi asset, eliminando alcuni titoli azionari che hanno corso molto negli ultimi anni.

Illinois Tool Works (ITW)

Illinois Tool Works Inc. (ITW) è una multinazionale produttrice di una gamma diversificata di prodotti e apparecchiature industriali con attività in 58 paesi. Opera in otto segmenti di business: Transportation; Power Systems & Electronics; Industrial Packaging; Food Equipment; Construction Products; Polymers & Fluids; Decorative Surfaces. Serve principalmente i mercati delle costruzioni, industriale, automobilistico, alimentare, ristorazione, cibo e bevande, elettronica, beni di consumo durevoli, metalli primari e altri.

La partecipazione in Illinois Tool Works (ITW) di Pioneer Investments è stata chiusa.

Il titolo è aumentato nel corso dell’ultimo anno in quanto gli investitori hanno generalmente premiato i redditi societari. Tuttavia questa azione ha ancora un buon potenziale d’inversione, nonostante l’aumento nell’ultimo anno. Ha migliorato i profitti per azione del 15,8% nel trimestre più recente, inoltre ha dimostrato un modello di crescita positiva di EPS negli ultimi due anni.

Detto questo, ci sono alcuni aspetti critici che vale la pena sottolineare, il rapporto debt/equity è di 0,31, inferiore alla media del settore di 1,01. La crescita dei ricavi non è in linea con lamedia del settore e i ricavi sono aumentati del 4,9%, mentre ci aspettavamo almeno un 8%. Il rendimento attuale del patrimonio netto non ha superato il ROE rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Questo è un chiaro segno di debolezza all’interno della società. In pratica, il suo bebito, attualmente, ci spaventa.

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Schlumberger Limited (SLB)

Schlumberger Limited è la più grande società per servizi petroliferi al mondo; impiega oltre 115 000 persone di oltre 140 nazionalità che lavorano in oltre 85 paesi. Gli uffici principali sono a Houston, a Parigi e all’Aia. Schlumberger fu fondata nel 1926 dai fratelli francesi Conrad e Marcel Schlumberger sotto il nome di Société de prospection électrique.

Pioneer Investments ha ridotto la sua posizione in Schlumberger Ltd. (SLB) del 42,74%.

La crescita dei ricavi hanno leggermente superato la media del settore del 2,5%. La crescita del fatturato della società sembra aver contribuito ad aumentare l’utile per azione. La crescita del reddito netto rispetto allo stesso trimestre di un anno fa è notevolmente superiore a quella dello S&P 500, ma è inferiore a quello dell’industria delle attrezzature energetiche e dei servizi.

Il rendimento del patrimonio netto è leggermente migliorato rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Questo può essere interpretata come una debolezza della società. Rispetto ad altre aziende del settore e il mercato globale non ha superato i livelli medi. Il flusso di cassa operativo netto è sceso a 858 milioni o del 47,42% rispetto allo stesso trimestre precedente, questo ci fa temere problemi sul breve termine nel coprire eventuali dividendi o buyback.

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Verizon Communications (VZ)

Verizon Communications Inc. (VZ) è una holding, attraverso le sue controllate è un fornitore di servizi di comunicazione. La società ha due segmenti: Domestic Wireless e Wireline. Il segmento Domestic Wireless fornisce prodotti e servizi di comunicazione che comprendono la telefonia vocale e servizi wireless di dati e vendita di attrezzature, che vengono forniti ai clienti privati, business e governativi statunitensi. I prodotti e servizi Wireline comprendono la telefonia vocale, accesso internet, video su banda larga, trasmissione di dati, Internet Protocol (IP), servizi di rete, accesso alla rete e servizi di banda a lunga distanza.

La partecipazione in Verizon Communications (VZ) di Pioneer Investments è stata chiusa.

La crescita del fatturato di VZ ha leggermente superato la media del settore del 5,5%. La crescita del reddito netto rispetto allo stesso trimestre di un anno fa ha superato significativamente quello dello S&P500 e l’industria Telecommunication Services. L’utile netto è aumentato del 521,4%, passando da 702,00 a 4,362 milioni di dollari.

Il flusso di cassa netto operativo è significativamente aumentato del +52,22% a 8.237 milioni rispetto al valore dello stesso trimestre dello scorso anno. L’azienda ha inoltre superato il tasso di crescita del flusso di cassa medio del settore, pari al 5,29%. Nel corso dell’ultimo esercizio fiscale ha registrato ricavi inferiori di 3,22 dollari contro 4,37 dollari dell’anno precedente. Questo dato sull’EPS ci fa temere che l’azienda non possa continuare la sua massiccia crescita nei prossimi due anni, vista la enorme capitalizzazione.

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lunedì 11 settembre 2017

Domino Solutions: Atlantia Spa evoluzione di un'azienda lungo le arterie del paese

Atlantia Spa evoluzione di un’azienda lungo le arterie del paese

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Atlantia Spa (ATL.MI) è una società italiana, avente come attività la gestione in concessione di tratte autostradali, il cui principale azionista è la famiglia Benetton. Nel 1950, per iniziativa dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), nasce la Società Autostrade Concessioni e Costruzioni Spa. Nel 1956 viene firmata la Convenzione tra ANAS e Autostrade, in base alla quale quest’ultima si impegna a co-finanziare, costruire e gestire l’Autostrada del Sole tra Milano e Napoli, poi inaugurata nel 1964.

Con le successive convenzioni, stipulate nel 1962 e nel 1968, alla Società viene assentita la concessione per la costruzione e l’esercizio di ulteriori arterie autostradali. Privatizzata nel 1999, in Società Autostrade subentra all’IRI un nucleo stabile di azionisti costituito da una cordata guidata da Edizione (gruppo Benetton).

Nel corso del 2003, a seguito di una imponente riorganizzazione del gruppo, Società Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.A. conferisce le proprie attività a tre diverse società: Autostrade per l’Italia Spa, S.D.S. Spa, TowerCo Spa. Il 5 maggio 2007 il Consiglio di amministrazione approva la variazione della denominazione della società in Atlantia Spa.

Nei primi mesi del 2006 la società aveva varato un progetto di integrazione con il gruppo spagnolo Abertis, che prevedeva che la società Abertis avrebbe incorporato Autostrade Spa, con l’intento di creare un gruppo di primaria importanza a livello europeo. Tuttavia il progetto ha incontrato la netta opposizione del Governo italiano.

Espansione Commerciale

Nel 2011 il consorzio guidato da Autostrade per l’Italia si è aggiudicato la gara indetta dal Governo francese per il pedaggiamento satellitare per mezzi pesanti su circa 15.000 km della rete stradale nazionale francese. L’anno ha consolidato la propria strategia di espansione internazionale attraverso la joint venture in Brasile con il gruppo Bertin per creare un polo titolare di oltre 1.500 chilometri di rete autostradale concentrata nell’area di San Paolo. Nel corso del 2013 è stata portata a conclusione la fusione per incorporazione di Gemina Spa, azionista di maggioranza della società A.D.R. (Aeroporti di Roma), in Atlantia, con conseguente aggregazione di un secondo core business nel settore aeroportuale, oltre a quello delle concessioni autostradali. La presenza nel settore aeroportuale si è consolidata nel 2016, con l’acquisizione di Aéroports de la Côte d’Azur (ACA), la società che controlla gli aeroporti di Nizza, Cannes-Mandelieu e Saint Tropez.

Ora come nel 2006, Atlantia è interessata ad acquisire Abertis Infraestructuras e lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) sulla società spagnola, un’operazione da 16,341 miliardi di euro per ottenere il 100% della società iberica. Una proposta dalla quale potrebbe nascere un leader mondiale nelle infrastrutture di trasporto, con interessi che vanno dalle autostrade del Cile a quelle dell’India, passando tra le altre cose per l’aeroporto di Fiumicino, il sistema di pagamenti del Telepass e arrivando alle torri di trasmissione Cellnex. Ma gli spagnoli di Acs sarebbero pronti in alcune settimane a presentare una contro-Opa su Abertis contrastando le aspirazioni di Atlantia. La mossa sarebbe vista con favore dal premier Mariano Rajoy, che avrebbe detto in un incontro riservato ad Acs che “Abertis non può cadere in mani straniere”. E, sempre secondo quanto riporta il Confidencial Digital, la Moncloa si starebbe spendendo in una trattativa con fondi di investimento anche cinesi, affinché apportino i fondi necessari per l’operazione. La vendita di autostrade e satelliti richiede l’ok del governo che quindi potrebbe mettersi di traverso.

Nel mese di agosto di quest’anno Telepass, società del gruppo Autostrade per l’Italia, amplia la propria presenza nel settore della mobilità urbana con l’acquisizione del 70% di Urbannext, azienda creatrice dell’app di sharing mobility, Urbi. L’app opera nel campo della sharing mobility e unisce tutti i servizi di carsharing, bikesharing, scootersharing e di mobilità urbana: taxi e trasporto pubblico. Offre la possibilità di scegliere il servizio più adatto alle proprie esigenze per raggiungere il punto desiderato in base a: tempi, costi e servizi a disposizione nell’area in cui ci si trova. L’app, attiva già in 13 città europee, continuerà a essere disponibile su smartphone (iOS e Android), tablet e AppleWatch, gratuitamente e a tutti gli utenti.

Solidi Bilanci

Poche ore dopo aver annunciato l’importante acquisizione di una quota del 29% dell’aeroporto di Bologna, Atlantia ha comunicato al mercato di aver chiuso il primo semestre del 2017 con utile netto consolidato di 518 milioni, in aumento del 25% rispetto rispetto al 2016. Il margine operativo lordo si è attestato a 1,728 miliardi, in rialzo del 10%. Il cash flow operativo è pari a 1,205 miliardi di euro, in aumento del 10% sullo stesso periodo del 2016 mentre gli investimenti operativi del gruppo sono staticomplessivamente pari a 478 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2017 è pari a 11,421 miliardi di euro con una diminuzione di 256 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2016.

Titolo quotato a Milano sul FTSE MIB, dal 2012 la sua crescita è stata del 183%.

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mercoledì 6 settembre 2017

Pioneer Investments: le azioni più cedute dal gruppo (parte 1 di 2)

Pioneer Investments, è il nome commerciale di Pioneer Global Asset Management S.p.A. e le sue controllate. Fondata nel 1928, Pioneer Investments è una società globale di investimento, con uffici in 28 Paesi, oltre 2.000 dipendenti e oltre 250 miliardi di asset in gestione. Pioneer Global Asset Management S.p.A. è una società interamente controllata da UniCredit S.p.A. La società di investimenti in questo periodo ha fatto cambiamenti importanti nei suoi asset, eliminando alcuni titoli azionari che hanno corso molto negli ultimi anni.

Chubb Ltd.
Chubb Ltd. è una holding che funge da organizzazione globale nel settore assicurativo. Lavora attraverso i seguenti segmenti di business: Assicurazioni Nord America, Assicurazioni-Agricoltura nordamericana, Assicurazioni d’oltremare e Reinsurance Global and Life. L’azienda offre prodotti assicurativi commerciali e offerte di servizi quali programmi di gestione dei rischi, controllo perdite e gestione complessiva dei sinistri. Fornisce prodotti assicurativi specializzati su varie perdite anche nel settore difesa come l’aviazione e l’energia. E’ stata fondata il 14 gennaio 2016 e ha sede a Zurigo, in Svizzera.

La posizione della società Chubb Ltd. (CB) è stata ridotta dell’88,7% da Pioneer Investments. Il rendimento del patrimonio netto (ROE) dell’11,03% e il ROA del 3,33% sono meno performanti del 59% delle imprese del Global Insurance – Property and Casualty. Il principale azionista della società tra gli hedge funds è Jim Simons con lo 0,52% delle azioni possedute.

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Amazon (AMZN)
Amazon.com è una società incentrata sulle vendite al dettaglio online. Inoltre genera profitti attraverso marketing e servizi promozionali come la pubblicità online e contratti co-branded con carte di credito. La società opera in due segmenti: North America e International. Al servizio di consumatori attraverso i suoi siti web al dettaglio concentrandosi sul prezzo e la convenienza. Progetta i suoi Siti web per consentire ai prodotti di essere venduti da esso e da terzi in decine di categorie di prodotti. Produce e vende il Kindle e-reader. Offre ai clienti l’appartenenza a Amazon Prime, servizio di spedizione gratuito pagando una quota annuale.

La posizione di Amazon.com Inc. (AMZN) è stata ridotta del 23,76% da Pioneer Investments. Il ROE del 9,76% e il ROA del 2,48% superano il 55% delle aziende del settore Global Retail. La crescita dei ricavi ha superato leggermente la media del settore del 21,4%. Il flusso di cassa operativo netto è aumentato a 3.829 milioni di dollari o del 10,50% rispetto allo stesso trimestre precedente anno. Inoltre ha anche superato modestamente la crescita media dei flussi di cassa del settore.

Rispetto al prezzo di chiusura di un anno fa, il prezzo delle azioni AMZN è salito del 27,48% prestazioni del mercato più ampio durante lo stesso periodo di tempo. Riteniamo che l’apprezzamento del titolo nell’ultimo anno l’abbia portata ad un livello tale che è ora relativamente costosa rispetto al resto del settore. L’implicazione è che, anche se ha un grande potenziale, non è sufficiente per giustificare ulteriori investimenti in questo momento.

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Kimberly-Clark (KMB)
La Kimberly-Clark Corporation è un gruppo multinazionale statunitense, leader a livello mondiale nel settore dei prodotti in carta. La sede principale è situata a Dallas, in Texas. Oggi il gruppo Kimberly-Clark può contare su stabilimenti in 37 paesi del mondo, di cui uno in Italia a Romagnano Sesia (NO), ed i suoi prodotti, con marchi come Kleenex, Scott, Andrex, Huggies, Pull-Ups, Kotex, Poise e Depend, vengono commercializzati in oltre 150 paesi, in oltre 80 dei quali il gruppo detiene la maggiore o la seconda quota di mercato. Il gruppo ha raggiunto dimensioni di assoluto rilievo; occupa circa 55.000 dipendenti a livello mondiale ed ha sviluppato nel 2016 un fatturato di circa 19 miliardi di dollari, chiudendo il bilancio con un utile netto di circa 2,2 miliardi di dollari.

La partecipazione di Kimberly-Clark Corp. (KMB) di Pioneer Investments è stata chiusa. L’attuale rendimento del capitale sociale è aumentato notevolmente rispetto al ROE dello stesso trimestre di un anno fa. Questo è un segnale di forza significativa all’interno della società. I ricavi per azione del trimestre più recente sono risultati leggermente inferiori all’anno precedente. Questa società ha recentemente riportato guadagni volatili. Il 40,05% è il margine di profitto lordo che consideriamo forte. Preoccupa la diminuzione del flusso di cassa del 4,06% anche se in linea col settore.

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lunedì 4 settembre 2017

5 azioni da acquistare per iniziare ad investire

Di recente alcuni giocatori di una squadra di football americano hanno deciso di improvvisare una particolare roulette con le carte di credito durante una cena prima di una importante partita, un gioco d’azzardo che richiede a tutti i commensali di mettere una carta di credito in un cappello. Viene poi chiesto ad un cameriere o cameriera di estrarne una. Il vincitore (o in realtà il perdente) paga l’intero conto, che solitamente supera i 2000 dollari.

I giocatori della NFL possono permettersi di giocare a questi tipi di giochi. Molte persone però, devono fare i conti con ogni centesimo. Così, invece di bruciare 2.000 dollari per una cena, abbiamo preferito analizzare e trovare 5 titoli azioni su cui investire 2000 dollari per ogni società. Sul medio/lungo periodo, così sarete voi a giocare con carte di credito e cappello,
se ne avrete voglia.

TJX Companies (TJX)
TJX Companies Inc. è un rivenditori al dettaglio con vari marchi tra cui, TJ Maxx, Marshalls, Home Goods e molti altri, noto per la vendita di merce scontata che altri non potrebbero vendere se non a prezzo più elevato. TJX è stato pensato per essere uno dei pochi rivenditori immuni dalla crisi della vendita al dettaglio tradizionale. Poi però ha pubblicato deboli risultati nel primo trimestre e le sue azioni sono crollate di circa un 20%. Tuttavia, gli utili del Q2 rilasciati ad agosto sembrano aver stoppato la discesa del prezzo delle azioni.

Pensiamo possa essere pronta per iniziare a risalire sempre di più ancora una volta. La crescita delle vendite comparata per simili negozi è stata del 3% nel trimestre, superiore alle previsioni societarie e l’utile per azione è aumentato del 9,9%, segno che l’attività è ancora buona – soprattutto in Canada, dove le vendite sono cresciute del 7% rispetto al 6% del 2016. Il concetto di Sierra Trading Post continua a crescere nei negozi tradizionali aumentando la sua attività online. La società aprirà quattro nuove sedi nel secondo trimestre 2018. Ora ha 16 negozi aperti, rispetto ai quattro outlet che aveva quando ha acquisito il rivenditore on-line nel 2012. Questo potrebbe essere un driver di crescita importante negli anni a venire, nonostante il generale letargo delle vendita al dettaglio.

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Estee Lauder (EL)
Recentemente diversi articoli parlano della fine del business dei prodotti cosmetici e di bellezza. La maggior parte della negatività in questi articoli sembra concentrarsi su Ulta Beauty Inc (ULTA) le cui azioni sono di conseguenza crollate, visto che le persone sembrano aver deciso di spendere meno in cosmetici e cure di bellezza. In calo del 16% nel corso dell’ultimo anno e uno o due cattivi rapporti degli utili, rallenterà una delle azioni che è stata il top degli ultimi tre anni.

Estee Lauder Companies Inc, come ULTA, in una certa misura è un fornitore. Gli utili del quarto trimestre di Estee Lauder, rilasciati ad agosto, suggeriscono che la sua attività è molto sana. I ricavi sono aumentati dell’11% escludendo gli effetti sulla valuta a 2,9 miliardi di dollari, mentre il risultato operativo nel trimestre è aumentato del +60,8% a 230 milioni di dollari.

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Sherwin-Williams (SHW)
Sherwin-Williams è impegnata nello sviluppo, produzione, distribuzione e vendita di vernici, rivestimenti e prodotti connessi. Funziona attraverso i seguenti segmenti: Paint Stores Group; Consumer Group; Global Finishes Group e America Coatings Group;. Il settore Paint Stores Group sviluppa e vende vernici, rivestimenti e finiture di prodotti architettonici. Il segmento Consumer Group produce e distribuisce prodotti di vernici a consumatori di terze parti. Il gruppo Global Finishes Group rilascia licenze, produce e commercializza materiali protettivi e marini, finiture automobilistiche e rifinitura di prodotti. Il segmento del Gruppo Coatings offre rivestimenti aerospaziali, automobilistici, marini e protettivi. L’azienda è stata fondata da Henry Sherwin e Edward Williams nel 1866 e ha sede a Cleveland, OH.

Sherwin Williams è ancora in fase di integrazione della sua acquisizione Valspar che l’aiuterà a crescere fuori dal Nord America. Quando SHW ha annunciato l’affare nel marzo 2016, ha detto che si aspettava di ottenere 320 milioni annui dalle sinergie. Insieme, avrebbero ottenuto un fatturato da 15,6 miliardi annui e 2,8 miliardi di EBITDA rettificato.

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Shopify (SHOP)
Uno dei titoli più caldi sia negli Stati Uniti che in Canada è Shopify Inc. in aumento del 158% da inizio anno senza considerare il 66,2% del 2016. Se amate le azioni di piccole o medie dimensioni, probabilmente avrete sentito parlare della società tecnologica canadese che è stata paragonata a titoli come Amazon. Secondo alcuni rapporti gli investitori dovrebbero utilizzare cautela in quanto non è una azione a basso costo, si ricorda anche però, che l’e-commerce sta cambiando in meglio. Quando si aiutano le aziende a fare soldi oltre che a risparmiare tempo, ci si trova di fronte a qualcosa di grosso.

Shopify è ancora solo una frazione delle dimensioni che potrebbe diventare – non sarei sorpreso di vedere le sue azioni crescere fino a 10 volte la sua dimensione attuale nel corso dei prossimi anni. L’E-commerce rappresenta solo circa l’8,4% del totale delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, si pensa che la cifra crescerà in modo esponenziale nel prossimo decennio e Shopify potrebbe espandersi con essa.

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Apple (AAPL)
Apple Inc. (Apple) progetta e produce computer, dispositivi di comunicazione mobili, portatili di musica digitale, lettori video e vende una vasta gamma di software correlati, servizi, periferiche e soluzioni di networking. L’azienda vende i suoi prodotti in tutto il mondo attraverso i propri negozi on-line, i suoi negozi, grossisti e rivenditori. Inoltre l’azienda vende una varietà di prodotti compatibili Macintosh (Mac), iPhone e iPod, comprese le applicazioni software, stampanti, dispositivi di immagazzinamento, altoparlanti, cuffie, e vari altri accessori e periferiche attraverso i suoi negozi online e al dettaglio e contenuti digitali e applicazioni attraverso l’iTunes Store. L’azienda vende a privati, clienti aziendali di piccole e medie imprese (SMB) e governi.

Apple sta investendo 1 miliardo per sviluppare i propri programmi TV per Apple TV. Fino a dieci programmi che dovrebbero essere prodotti da due ex dirigenti della Sony Pictures. Gli analisti vedono il contenuto come un altro modo per l’azienda di aumentare i suoi ricavi nel settore servizi – una parte crescente dell’impero Apple. In definitiva 1 miliardo di investimento apparirà come una piccola spesa proporzionato al risultato dato che sarà in grado di raddoppiare il suo fatturato derivante dai servizi entro il 2020.

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giovedì 31 agosto 2017

TXT e-solutions - una realtà innovativa con grosse potenzialità

Fondata nel 1989, TXT e-solutions (TXT.MI) è un fornitore internazionale di prodotti e soluzioni software, leader in Strategic Enterprise Solutions. Si tratta di software di pianificazione o di software di bordo per l’avionica.

Espansione Commerciale

Nel 2000 sbarca a Piazza Affari. L’anno successivo inizia le attività di internazionalizzazione con l’apertura delle sedi in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania, oltre ad effettuare una serie di acquisizioni in Italia (Logilab e Program) e MSO Concept GmbH in Germania. Nel 2006 apre una sede a New York, Microsoft (MSFT) seleziona TXT e-solutions e la società decide di riaggregare le sue divisioni in tre aree di Business: TXT Perform, TXT Polymedia, TXT Next. Nel 2008 acquisisce BGM Solutions Ltd e consolida la presenza di TXT PERFORM nel mercato britannico. Nel 2011 cede Polymedia al gruppo KIT Digital, società con base a New York e Praga attiva nel campo del software di video asset management e relativi servizi per soluzioni multicanale e socially-enabled video, per garantire ulteriori finanziamenti e per accelerare la sua crescita internazionale focalizzando la propria strategia di sviluppo sulla suite software TXT Perform e TXT Next.

Txt Perform, è un pacchetto di soluzioni collaborative di pianificazione integrata che accompagna il prodotto dalla collezione ai canali di vendita. Perform unisce le fasi di creazione e sviluppo con quelle commerciali, coprendo da una parte i processi di design, sviluppo prodotto e costruzione della collezione, e dall’altra quelli di pianificazione strategica, sales budgeting, pianificazione di merchandise e assortimenti, gestione dei processi in-season.

Ora le linee di business principali sono tre:
TXT Retail che raggruppa i servizi per le aziende del settore del lusso e della moda. Le soluzioni IT in questo settore coprono tutto il percorso dell’attività retail, dallo sviluppo del prodotto alla gestione dei magazzini alla pianificazione della domanda;
TXT Perform, soluzioni software e relativi servizi e consulenza per la distribuzione delle industrie manifatturiere, dal settore alimentare a quello farmaceutico
TXT NEXT, servizi software e di system integration per clienti nei settori Aerospazio, Difesa, High-Tech, Manufacturing ed Istituzioni Finanziarie.

Ricerca e Sviluppo

Lo scorso maggio la società ha dato il via alla costituzione di una nuova Divisione, TXT Sense, che svilupperà e venderà soluzioni innovative di realtà aumentata, per numerosi settori in cui queste tecnologie troveranno applicazione. Prodotti simili sono già stati realizzati con successo in applicazioni aeronautiche avanzate da TXT Next, in particolare nei cosiddetti “Augmented Objects” di elevatissima qualità visiva ed estetica, di uso interattivo semplice, immediato e condivisibile da un normale smartphone. I settori di interesse ai quali si rivolgerà TXT Sense comprendono il Lusso e Fashion, la manifattura avanzata, l’industria medicale, il retail specializzato, la pubblicità ed i media.

Nel mese di luglio, invece, è stata resa nota la cessione alla statunitense Aptos della Divisione Retail per 85 milioni di euro. La transazione si dovrebbe concludere entro la fine del mese di settembre. TXT Retail è presente in 10 Paesi nel mondo servendo oltre 500 marchi del lusso e del life style tra i quali Guess, Lacoste, Louis Vuitton, Sephora, Tesco, Tod’s, Urban Outfitters e Zalando.

A seguito del riasseto, TXT e-Solutions si focalizzerà nello sviluppo della divisione TXT Next, con obiettivo di crescita internazionale nella simulazione e nella governance di apparati e sistemi complessi, a partire da aeronautica e “Fintech”. TXT Next opera anche nel settore finanziario e bancario, dove è specializzata nella verifica e validazione (Independent Verification & Validation) dei sistemi informativi. La Divisione vanta partnership strategiche con Microsoft, HP ed IBM.
Alla base dell’offerta è la grande esperienza applicativa maturata in oltre vent’anni di attività al fianco di aziende bancarie leader, combinata con la conoscenza di metodologie e strumenti per la gestione della qualita’ del software e per la verifica.

TXT Next vanta una pluridecennale esperienza nel mondo aerospaziale, in particolare nei software di bordo, simulatori di volo, sistemi di addestramento e di manifattura avanzata. Nel 2016 TXT ha acquisito il 79% della società tedesca Pace GmbH per 5,6 milioni, consolidata a partire dal 1 aprile di quell’anno. Un’operazione che supporta lo sviluppo internazionale della divisione aereonautica TXT Next.

Le attività combinate di TXT Next e Pace, infatti, hanno un mercato potenziale di oltre 300 grandi clienti, tra cui spiccano colossi come Airbus, Boeing, Safran, GE Aviation, Sukhoi, Embraer, RollsRoyce, Air France & KLM, Lufthansa and Delta Airlines, nel mondo e contano un team di 350 specialisti. Tutto ciò supporta solide prospettive di crescita di medio periodo nel mercato aeronautico, oltre alla possibilità di procedere con ulteriori acquisizioni per rafforzare il patrimonio di know-how, competenze tecnologiche e software.

TXT Next si caratterizza anche per la capacità di creare soluzioni di avanguardia e di alta affidabilità, in cui la tecnologia è il fattore abilitante per il business. E tutto ciò grazie anche ai nuovi piani di innovazione del gruppo, in particolare sul tema della Realtà Aumentata.

Con 30 anni di storia, 500 clienti internazionali e 17 sedi nel mondo, TXT si rivolge a mercati caratterizzati da estrema dinamicità che richiedono soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Mercati per i quali tecnologia e innovazione si traducono in elementi fondamentali per la crescita e la competitività. Per rispondere ai bisogni della clientela, TXT ha sempre puntato sull’innovazione, sia tecnologica che di processo o di business, facendone uno dei valori su cui costruire il proprio successo.

Solidi Bilanci

Nel triennio 2014-2016 l’azienda ha realizzato una crescita media annua dei ricavi pari all’11,2%, sostanzialmente in linea sia con l’unica società comparabile italiana, Reply (REY.MI) (+11%), sia con la media dei peers analizzati nel confronto, pari all’11,7%. Il campione comprende, oltre a Reply, le tedesche Atoss Software e Sqs Software, l’inglese Computacenter, la canadese Descartes Systems e le francesi Devoteam e Sopra Steria Group (SOP.PA).

Txt e-solutions ha ceduto la divisione retail ad Aptos per un corrispettivo pari a 85 mln euro. Dopo la cessione, il gruppo si focalizzerà nello sviluppo della divisione Txt Next e valuterà una cedola extra. E’ anche previsto che, nel caso di quotazione di Aptos, Txt abbia il diritto di esercitare un’opzione per l’acquisto di azioni della società fino a un massimo del 10%.

La società ha chiuso il primo semestre 2017 con ricavi pari a 36,1 milioni in crescita del 8,9% rispetto ai 33,2 milioni di euro del primo semestre 2016. Il margine operativo lordo è stato pari a 3,3 milioni di euro, in calo dell’1,8% su base annua, mentre il reddito operativo è stato pari a 2,6 milioni, in flessione del 7,6% rispetto al primo semestre 2016 l’utile netto è stato pari a 1,56 milioni di euro, in calo del 22,2% rispetto ai 2 milioni del primo semestre 2016. La posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2017 era positiva per 5,5 milioni di euro, rispetto ai 5,4 milioni di fine 2016, con una generazione di cassa dal cash flow operativo del semestre che ha finanziato integralmente il pagamento del dividendo per 3,5 milioni di euro.

Previsioni

Per il 2017 vengono stimati ricavi per 75,2 milioni, Ebitda a 8,6 milioni e un utile netto di 6,2 milioni, mentre per l’anno successivo sono previsti ricavi per 78,5 milioni, margine operativo lordo a 9,5 milioni e un risultato netto di 6,9 milioni. Infine pensiamo a possibili ulteriori operazioni di M&A, grazie anche ad un solido track record nell’integrazione di aziende acquisite.

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martedì 29 agosto 2017

La fine del QE europeo, l'importanza dell'inflazione e i rischi

Non è una novità, il QE europeo sta per volgere al termine, prima o poi doveva accadere, il mercato ha reagito male all’inizio, ma alla fine ha scontato tutto, quasi come sapesse tutto in anticipo. Draghi ha cominciato a lanciare i primi segnali già con gli incontri di Giugno, poi prima del Simposio di Jackson Hole e durante lo stesso Simposio.

Dopo la pausa estiva molti più investitori mostrano più attenzione alle principali riunioni di politica monetaria in tutto il mondo, dando il via con la riunione della Banca centrale europea, il 7 settembre, che molti trader ritengono potrebbe essere il giorno dell’annuncio di un cambiamento di politica monetaria in Europa.

Sappiamo che la Banca Centrale Europea (BCE) ama informare di modifiche al suo approccio della politica monetaria ben prima che siano attuate. Ecco perché ci aspettiamo un annuncio imminente dal presidente della BCE Mario Draghi, su una ipotetica data sul suo programma di attenuazione del quantitative easing (QE) il prossimo anno. L’annuncio potrebbe essere ufficializzato il prossimo 7 settembre, quando il consiglio direttivo della BCE si riunirà, anche se non ci aspettiamo che l’attuale riduzione del programma inizierà prima dell’inizio del 2018.

Le banche italiane

Con la fine del QE le banche italiane continueranno ad avere un outlook stabile anche se potrebbero soffrire a causa di una congiunzione strutturale tra le coperture e la reddività. In pratica nel caso in cui la stessa banca desideri vendere o ridurre le proprie copertura andrebbero in negativo, questo porterebbe immediatamente ad una richiesta di aumenti di capitale, che sappiamo benissimo, non sempre fanno bene. Le perdite intaccherebbero i capitali in un settore con redditività modeste. La criticità potrebbe perdurare per i prossimi due anni.

L’impatto inflazionistico

L’euro si è rafforzato dall’inizio dell’anno, questo ha esercitato pressioni sulle statistiche di inflazione della BCE. Tuttavia è leggermente superiore allo periodo del 2016. Se la banca dovesse stringere troppo rapidamente la sua politica monetaria, potrebbe spingere la moneta ancora più velocemente, a sua volta aumentando la pressione al ribasso sull’inflazione. In tali circostanze, la banca dovrà affrontare vari problemi tra cui l’aumentare la disallineazione.

La sua previsione sull’inflazione del 2019 è attualmente all’1,5%, che è stata effettivamente rivista verso il basso dalla sua previsione precedente nell’ultima riunione del Consiglio di Amministrazione. Quindi non si avvicina al suo target del 2%. La crescita continua a migliorare, così come l’ambiente politico. Riteniamo che i membri del consiglio direttivo della BCE possano esaminare questi fattori e concludere che non deve essere ultra-accomodante, ma deve avere una posizione accomodante.

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Somiglianze al QE americano

A nostra avviso la BCE deve considerare un nuovo approccio verso il QE, anche a causa delle crescenti similitudini tra la fine di quello americano. Le due economie, per esempio, sono di dimensioni simili e il loro tasso di crescita è abbastanza uguale. L’inflazione non è altrettanto diversa. È leggermente inferiore in Europa, ma non drammaticamente. I dati sull’occupazione non sono troppo lontani. Anche se la disoccupazione europea non ha colpito i livelli più bassi come quella americana.

In questo contesto, si potrebbe giustificatamente chiedere se abbia senso avere un’economia con uno stretta monetaria forte, come quella europea, vedendo come l’America si sta muovendo. Per essere chiari, non stiamo suggerendo che la BCE dovrebbe iniziare a tagliare il QE, ma pensiamo che abbia bisogno di iniziare a ridurre la quantità il prima possibile.

Conclusioni e rischi

Tutti gli investimenti comportano rischi, tra cui la possibile perdita di capitale. I prezzi delle obbligazioni generalmente si muovono nella direzione opposta ai tassi di interesse. Pertanto, poiché i prezzi dei titoli in un portafoglio si adattano ad un aumento dei tassi di interesse, il valore del portafoglio potrebbe diminuire. Gli investimenti in titoli stranieri comportano rischi particolari, incluse le fluttuazioni valutarie (suggeriamo la lettura dell’articolo del 25 Agosto: EURUSD, il cambio analizzato in vari punti mentre attende Draghi/Yellen, l’instabilità economica e gli sviluppi politici.

venerdì 25 agosto 2017

EURUSD, il cambio analizzato in vari punti mentre attende Draghi/Yellen

Tutti i trader in questo momento sono in attesa dei discorsi di Draghi e Yellen dal Simposio di Jackson Hole a Kansas City. Da Draghi ci aspettiamo informazioni maggiori sulla tempistica dell’uscita dalla politica monetaria “soft” dell’Unione Europea. Ogni volta che i banchieri del G10 si incontra si scoprono sempre carte interessanti per capire come muoversi nel prossimo futuro, e il cambio EURUSD sarà uno dei più seguiti.

Il dollaro ha avuto il freno a mano tirato nel corso delle ultime due sessioni, in quanto gli investitori rievocano l’incertezza politica statunitense davanti agli importanti discorsi dei banchieri centrali – sia la Yellen della Fed che Draghi della BCE sono attesi nel pomeriggio – il presidente Trump ha minacciato Martedì sera troverà in ogni modo i fondi per garantire finanziamenti per un muro sul confine messicano ed ha addirittura sollevato dubbi su un nuovo accordo NAFTA.

Diamo uno sguardo su come si stanno muovendo alcuni punti chiave dell’economia in generale in attesa della chiusura del Simposio.

Il mercato azionario globale

Quasi tutte le piazze mondiali sono in sali e scendi da circa un mese, in Europa il DAX ha perso 500 punti in 30 giorni e in 60 giorni anche di più. Il Giappone è sceso al suo minimo di quattro mesi, trascinato anche dalle perdite statali e uno yen più forte. A Hong Kong, l’indice Hang Seng vive un periodo felice grazie ai settori finanziari e immobiliari che stanno aiutando il mercato a crescere.

Mentre in Cina, i titoli sono scesi nelle ultime due settimane in quanto China Unicom è crollato dopo il rally della settimana precedente in vista delle riforme sulle imprese statali che sembra non saranno prese in considerazione. Per quanto riguarda l’America invece, anche se la stagione degli utili è parsa buona e i dati economici risultano positivi, gli indici principali hanno lasciato sul terreno quasi un 2% in un mese.

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La Brexit rende tutti più nervosi

I dati di questi giorni hanno mostrato che l’economia britannica ha rallentato e non ha registrato una crescita nel secondo trimestre – un segno che l’incertezza legata ai negoziati di Brexit e alle elezioni generali di giugno potrebbero aver pesato sui piani a lungo termine delle imprese.

La spesa in conto capitale da parte delle imprese è rimasta invariata rispetto al trimestre precedente, così come il corrispondente trimestre del 2016, iintorno ai 43.8 miliardi di sterline (circa 47 miliardi di Euro). I ministri britannici hanno suggerito che il Regno Unito cercherà un “accordo di transizione” per dare tempo alle imprese per adattarsi, ma i segnali sulla forma di un simile accordo hanno portato le aziende al limite.

Altri dati hanno mostrato che il PIL del Regno Unito nel secondo trimestra è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, con un lieve miglioramento rispetto allo 0,2% registrato nel primo trimestre. È stato in linea con le aspettative e su base annua; L’economia britannica è cresciuta dell’1,2%. La spesa per le famiglie e quelle pubbliche hanno spinto l’espansione del secondo trimestre.

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Il dollaro e la Yellen

L’euro ha esteso i suoi guadagni aiutato ieri dai dati che hanno mostrato le vendite negli Stati Uniti che hanno subito un forte calo nel mese di luglio e da un sondaggio provvisorio sul PMI e attività produttiva che ha battuto le aspettative. I miglioramenti nell’economia dell’eurozona, combinati con una maggiore incertezza politica sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, continueranno a sostenere GBPEUR verso la soglia psicologica degli 0,92.

Il discorso di Draghi a Jackson Hole è visto come un potenziale catalizzatore dei mercati in quanto definirà una volta per tutte quando il QE europeo avrà fine smettendo di sostenere la politica monetaria del vecchio continente. Nel frattempo i cambi delle valute fremono, la sterlina rimane sotto pressione persistente, guidato dalle preoccupazioni sulla Brexit, mentre USDJPY scambia in una gamma ristretta tra i 120 pip durante la conferenza settimanale di Jackson Hole. Ogni forza americana è stata contrastata da un rischio geopolitico, in quanto gli Stati Uniti e la Corea del Sud proseguono i loro movimenti verso una guerra evitabile.

La moneta cinese ha guadagnato circa il 4,1% quest’anno, sostenuta dalla guida della Banca Popolare della Cina (PBoC) e dai controlli sui flussi di capitale.

Nuovi tagli alla produzione di petrolio e tempeste in arrivo

I grandi produttori di petrolio lasciano aperta la porta per un possibile prolungamento dei tagli in vigore alla produzione. Lo segnala un comunicato del cartello dei Paesi che rende conto della riunione, avvenuta lunedì, del comitato di monitoraggio sull’applicazione dell’accordo raggiunto nel maggio di scorso di estendere i tagli di 1,8 milioni di barili al giorno per nove mesi.

I prezzi del petrolio nel frattempo sono costanti, mantenendo la maggior parte dei loro recenti guadagni dopo che un’altra caduta degli inventari americani hanno indicato un mercato più ristretto. I prezzi sono stati sotto pressione anche a causa della minaccia di una tempesta tropicale verso le strutture produttrici di petrolio nel Golfo del Messico.

La produzione di petrolio statunitense ha colpito i 9,53 milioni di barili la scorsa settimana, il dato più alto da luglio 2015 ed è più del 13% rispetto al loro ultimo massimo a metà del 2016. Nonostante i livelli di produzione elevati, i dati dell’EIA ieri ha mostrato che le scorte degli Stati Uniti sono scese la scorsa settimana e che anche le scorte di gas sono diminuite – quelle del petrolio sono diminuite di -3,3 milioni di barili nella settimana che scade il 18 agosto a +463,17 milioni di barili, in calo del -13,5% dai livelli record di marzo.

Scorte di petrolio americane

Obbligazioni

Le obbligazioni canadesi hanno chiuso una striscia di perdita dell’ultimo periodo, mentre i prezzi a reddito fisso sono aumentati in mezzo alla crescente incertezza sul futuro dell’accordo Nafta a seguito dei commenti di Trump. Il rendimento delle obbligazioni biennali canadesi è scedo di 2 bps a 1.259%, mentre i decennali di -4 bps più basso a +1.883%. Il reddito fisso canadese continua a sottovalutare i treasuries statunitensi in attesa delle condizioni di mercato estivo in corso sul mercato.

I prezzi del debito degli Stati Uniti continua tra l’altro a far parlare di se, poiché la retorica combattiva del presidente Trump questa settimana ha fatto pressione sui titoli azionari, alimentando la domanda di beni considerati un rifugio sicuro. La resa dei treasuries statunitensi decennali ora sono a +2,185%, in calo rispetto ai livelli pre-discorsi di martedì a +2,215%.

I Bund decennali tedeschi sono in questo momento a +0,38%, mentre quelli del Regno Unito sono aumentati a +1,074%.

mercoledì 23 agosto 2017

Disney: ciò che gli investitori dovrebbero sapere sul calo di questo periodo

Disney (DIS) ha scosso i mercati finanziari quando ha riportato gli utili del suo terzo trimestre dell’anno fiscale 2017. Non è stata la performance finanziaria della società che ha sconvolto gli investitori, quanto l’annuncio di un significativo cambiamento strategico che cambierà il modo in cui la società farà affari negli anni a venire.

Disney sta rompendo con Netflix (NFLX) e ESPN, e creerà due programmi in streaming, uno per i contenuti originali e uno per lo sport in diretta. I mercati non hanno apprezzato questa notizia e il titolo è sceso di circa il 5% dall’annuncio. Tuttavia, c’è molto da apprezzare della nuova strategia di Disney. I dati suggeriscono che la società ha la capacità di realizzare importanti riforme finanziarie e di beneficiare di altri vantaggi dopo aver sviluppato le proprie capacità di streaming in casa.

I dati finanziari di Disney sono stati simili a quella degli ultimi trimestri: crescita del fatturato piatto e un modesto calo degli utili per azione. Più in particolare, nel terzo trimestre, gli utili per azione sono diminuiti del 2% rispetto all’anno precedente, attestandosi a $ 1,58 (da $ 1,62 in precedenza). Per il periodo in nove mesi, gli utili per azione di $ 4,63 sono stati migliori del 2016 ($ 4,61).

Se suddividiamo per segmenti, le recenti performance finanziarie variano in modo significativo. I quattro segmenti di Disney sono:

Le reti media (soprattutto ESPN)
Parks and Resorts
Studio di animazione
Prodotti di consumo e Interactive Media

Ciascun segmento presenta un comportamento diverso in base a fattori qualitativi sottostanti. Il segmento Media Networks ha registrato un calo del fatturato e dell’utile operativo a causa delle riduzioni degli abbonati ESPN. Il segmento Parks and Resorts ha registrato invece, una significativa espansione, in quanto sono state aperte nuove sedi internazionali e nuove sezioni sono state aggiunte a quelle esistenti. Più in particolare, è stato aggiunto un parco a Shanghai nel 2016, nonché una sezione di Avatar a Disney World. Inoltre verrà aggiunta una sezione importante di Star Wars sempre a Disney World nel 2019.

Il segmento Studio di animazione ha un alto grado di volatilità delle prestazioni, in quanto dipende dal programma di rilascio dei nuovi film Disney. Tuttavia, questo segmento ha il potenziale per essere il più forte performer della compagnia nel corso dei prossimi cinque anni, data la notevole lista di film Marvel, Star Wars e produzioni Disney che verranno rilasciati durante questo lasso di tempo. Infine, il segmento Consumer Products e Interactive Media. E’ il segmento più piccolo e ha dimostrato alti e bassi dovuti alla partenza in ritardo.

Complessivamente, i dati di Disney sono stati in linea con le nostre aspettative. E’ stata, piuttosto, la nuova strategia sui contenuti in streaming della società che ha realmente scioccato gli investitori. La nuova strategia è in gran parte incentrata sul portare le capacità di contenuti streaming della società in casa.

Questa la spiegazione del CEO Robert A. Iger:

Abbiamo annunciato un cambiamento strategico nel modo di distribuire i nostri contenuti. Il panorama dei media è sempre più definito da relazioni dirette tra creatori di contenuti e consumatori e il nostro controllo sulle tecnologie innovative di BAMTech ci darà la forza di forgiare queste connessioni, insieme con la flessibilità necessaria per adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato. Questa acquisizione e il lancio dei nostri servizi direct-to-consumer segnano una strategia di crescita completamente nuova per noi, quella che sfrutta l’incredibile opportunità che la tecnologia che cambia ci consente di sfruttare la forza dei nostri grandi marchi.

A partire dal 2019, Disney ha annunciato che il suo contenuto non sarà più dato in licenza a Netflix. Invece, Disney creerà un proprio servizio di streaming in abbonamento per il suo contenuto originale, che secondo il CEO sarà diverso da qualsiasi altra cosa sul mercato. Sono però incerti su quali saranno i contenuti tolti a Netflix.

Durante la conference call, alla domanda di un analista circa i contenuti del nuovo servizio streaming, il CEO ha risposto che

sicuramente i film della Disney Pixar ne faranno parte e non saranno più concessi ad altri competitors, mentre per quelli della Marvel e della LucasFilm (es. Star Wars), ancora non avevano deciso, se lasciarli in licenza oppure no e stavano valutando diverse possibilità, per cui la decisione verrà comunicata più avanti.

Inoltre, Disney creerà un secondo servizio di streaming casalingo, focalizzato sugli sport – quelli che sono stati tradizionalmente fruiti attraverso la rete televisiva ESPN. Mentre il servizio di streaming di contenuti originali Disney verrà lanciato nel 2019, il servizio di streaming ESPN inizierà all’inizio del 2018. Il CEO ha dichiarato che la Disney non ha ancora discusso il nuovo servizio di streaming di sport con ESPN, ma dovrebbe essere di gran beneficio per i consumatori. Il servizio di streaming ha molte probabilità di essere più conveniente rispetto al pacchetto esistente di ESPN, inoltre Iger ha anticipato che lo streaming usufruirà di ulteriori 10.000 eventi sportivi oltre quelli attualmente disponibili.

Da dove nasce l’improvviso e significativo cambiamento strategico di Disney?

Ebbene, questi due nuovi servizi streaming sono stati resi possibili attraverso l’investimento della Disney nella società di tecnologia streaming BAMTech. Disney aveva già una partecipazione in BAMTech, ma sta pagando $ 1,58 miliardi di dollari per un ulteriore 42%. Ecco come il CEO Bob Iger ha descritto l’investimento:

L’anno scorso abbiamo acquisito una partecipazione sostanziale in BAMTech per aiutarci ad aumentare e monetizzare le nostre capacità di streaming. Da allora siamo rimasti sempre impressionati dalla piattaforma, la leadership e dal potenziale di crescita. Tanto che stiamo investendo un ulteriore $ 1,6 miliardi per aumentare la nostra partecipazione dal 33% al 75% e acquisire cosi, il controllo della società. Questa mossa ci dà accesso immediato alla squadra e alla tecnologia di cui abbiamo bisogno per fornire la massima qualità, che alla fine ci darà un maggiore controllo sul nostro destino in un mercato in rapida evoluzione

.

In generale, riteniamo che gli investitori dovrebbero accogliere questo cambiamento di strategia di Disney, in particolare dopo aver esaminato il potenziale impatto che questo potrebbe avere sulla base di abbonati ESPN della società. Ci sono molte prove che suggeriscono che si tratti di una vittoria per gli investitori.

Prima di tutto, la partnership esistente, Disney con Netflix, annunciata nel 2012, è stimata generare $ 350 milioni all’anno per Disney. Una volta che Disney annullerà questa partnership nei primi mesi del 2019 e inizierà a caricare il proprio servizio di abbonamento, è altamente probabile che queste entrate saranno facilmente sostituite. La seguente tabella mostra il numero di abbonati necessari per sostituire le attuali entrate da Netflix con varie fasce di prezzo per il suo nuovo servizio di streaming.

Gli abbonati richiesti

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Per la cronaca, Netflix ha attualmente più di 100 milioni di abbonati.

L’occasione per Disney è enorme, ci sono circa 25 milioni di famiglie americane con bambini dai due ai 14 anni, senza tener conto della possibilità di abbonati internazionali. Inoltre, una recente ricerca ha dimostrato che ci sono circa 65 milioni di persone a cui “piacciono” la pagine di Disney e Pixar su Facebook. Dopo aver considerato questi dati, credo che Disney sia facilmente in grado di raggiungere i 5,8 milioni di abbonati necessari per sostituire le entrate Netflix esistenti e tutti gli ulteriori clienti in streaming rappresenteranno un plus per l’azienda.

Inoltre, Disney potrebbe continuare a generare entrate da Netflix se manterrà le licenze per i contenuti Marvel e Star Wars in streaming sulla piattaforma Netflix. Anche se questo probabilmente porterà ad un prezzo più basso per il servizio di streaming di sua proprietà, ma significa anche, che saranno necessarie minori entrate in streaming per compensare il costo di Netflix. A parte i benefici finanziari diretti, ci sono altri vantaggi per la nuova strategia Disney.

Disney avrà diretto accesso al comportamento dei consumatori, consentendo all’azienda di capire meglio quello che i suoi fan vogliono. Disney potrà quindi adattare il nuovo contenuto di conseguenza. Tutto questo senza considerare le implicazioni del nuovo servizio di streaming ESPN. Gli appassionati di sport sono notoriamente leali, e dar loro la possibilità di vedere facilmente gli sport live sul televisore, computer o sul cellulare, presenterà enormi aumenti per il business di Disney. Disney ha indicato che la piattaforma di streaming ESPN sarà resa disponibile attraverso l’applicazione ESPN esistente, ciò dovrebbe dare una spinta ai tassi di adozione tra i consumatori ESPN già esistenti.

Anche se l’azienda sarà in grado di generare un modesto 10 milioni di abbonati sul suo nuovo servizio, questo genererà molte più entrate rispetto alla partnership esistente con Netflix. Anche se prima di questo annuncio avremmo preferito un investimento di Disney in Netflix, ed immagino anche la società.

Allora, cosa dovrebbero fare gli investitori al calo dei prezzi delle azioni Disney?

Ricordate, questo è senza dubbio la più forte società di media in tutto il mondo. Disney ha aumentato i suoi utili e dividendi del 14,0% e 19,0% per anno, rispettivamente negli ultimi dieci anni. Inoltre, la società ha molte caratteristiche accattivanti dal punto di vista qualitativo. La società è ben gestita, è uno dei marchi più forti di qualsiasi azienda in tutto il mondo, ed è ben posizionata nel crescere nel prossimo decennio grazie ad un forte programma di produzione in studio e al suo nuovo programma di distribuzione di contenuti.

Disney è scambiata a un rapporto prezzo-utili di 16,9 (con gli utili attesi per 2017) dopo la recente caduta dei prezzi. Questo è solo leggermente al di sopra della sua media decennale di 16,3. A voi l’ardua sentenza.

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lunedì 21 agosto 2017

Società produttrici di Marijuana legale, ecco la migliore

La legalità della cannabis varia da paese a paese. Per la prima volta la pianta fu vietata negli Stati Uniti (a partire dal 1937, con l’emanazione del Marijuana Tax Act, a firma del presidente Franklin Delano Roosevelt). In seguito, la proibizione della pianta si estese a molti altri paesi soprattutto in Occidente. Negli Stati Uniti è illegale l’uso a livello federale per qualsiasi ragione, tuttavia 25 stati ed il Distretto della Columbia hanno approvato normative che contemplano l’esenzione dal divieto per uso medico.

Nel mese di novembre 2012 gli elettori degli stati del Colorado e Washington hanno scelto di legalizzare l’uso personale fino ad un’oncia (28,35 g) e di implementare licenze per la coltivazione e la distribuzione a scopo ricreativo. Nel novembre 2014 anche Alaska, Oregon e Washington D.C. hanno legalizzato la vendita di cannabis a scopo ricreativo; a questi si sono aggiunti, in seguito al Referendum di novembre 2016, anche California, Massachusetts, Maine e Nevada.

La marijuana legale in vari stati sta diventando una grande attività, si stima che si possano raggiungere i 50 miliardi di dollari in dimensione totale nel mercato entro il 2026. Uno dei segmenti più caldi del mercato azionario al momento è proprio il settore della cannabis. Ci sono molti titoli da seguire ma la maggior parte sono spazzatura, di seguito cercheremo di analizzare un’azienda che è sono propriamente una small cap e che ha un ottimo management per poter entrare in un portafoglio e quindi vale la pena considerarla.

Alcune note prima di passare all’azienda che secondo noi è la migliore del settore

1) La legale marijuana è in espansione.
2) L’attuale industria legale di marijuana americana è stimata in valore di 6 miliardi di dollari.
3) L’uso ricreativo è già ammesso negli stati dell’Alaska, Colorado, Washington e nel distretto di Columbia
4) L’uso medico di cannabis è consentito in 25 Stati.
5) Ci sono referendum previsti negli stati dell’Arizona, California, Maine, Massachusetts e Nevada che espanderà drasticamente l’uso legale della cannabis negli Stati Uniti.
6) Solo la California potrebbe triplicare le dimensioni attuali del settore.
7) La Cowen & Co. prevede che il mercato della cannabis arriverà intorno ai 50 miliardi di dollari entro il 2026.

Scotts Miracle-Gro (NYSE:SMG)

Scotts Miracle-Gro è un’azienda molto familiare a chiunque si preoccupa del loro prato o giardino negli Stati Uniti. L’azienda è meglio conosciuta per i prodotti come il suo Turf Builder (prodotto che serve per dare più vivta al proprio prato) e la vendita di vasi da giardino. L’azienda si è data molto da fare nell’ultimo periodo acquistando tantissimo nel settore dell’idroponici negli ultimi 18 mesi. Per coloro che non conoscono il termine, l’idroponica è semplicemente la scienza delle piante che crescono senza suolo.

L’azienda è leader in fertilizzanti speciali, illuminazione e altre necessità per le piante idroponiche. Questi includono il generatore di sostanze nutritive Hydroponics, i produttori di sistemi di illuminazione Gavita e il nutriente Botanicare. L’intento è quello di rendere la sua società satellite, Hawthorne Gardening Company, una marca per i rivenditori idroponici e giardinieri. A tal fine, Scotts investirà ben 300 milioni di dollari per perseguire tale obiettivo.

La ragione è semplice. Non solo il futuro potenziale di crescita dell’industria cannabis, ma i prodotti idroponici offrono margini molto più alti per rispetto alla sua linea regolare di prodotti per il prato e giardino. Non sottovalutiamo che Scotts è ancora in gran parte una società per prato e giardinaggio. La sua attività idroponica genera circa 250 milioni di dollari in ricavi annuali. Questo è meno del 10% dell’importo che l’azienda ha generato nei ricavi negli ultimi 12 mesi. Tuttavia, il segmento idroponico continuerà a diventare più importante per l’attività globale. Soprattutto con la sua linea Black Magic di piante per la coltivazione in casa disponibile in 165 negozi Home Depot (NYSE:HD). Il titolo Scotts ha reso negli ultimi 5 anni una media del +30% annuo come plusvalenza esclusi i dividendi.

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mercoledì 16 agosto 2017

Amazon lancia un bond corporate da 16 miliardi di dollari

Amazon Inc. ha lanciato ufficialmente un bond che potrebbe aumentare fino a 16 miliardi di dollari per finanziare la sua acquisizione di 13,7 miliardi di dollari di Whole Foods Market. Il lancio è arrivato un giorno dopo che l’agenzia di rating Moody’s ha assegnato un rating Baa1 e ha rivisto la prospettiva di credito di Amazon a positivo da stabile. S&P ha assegnato un rating superiore di AA- rispetto la scorsa settimana.

L’azienda, fondata da Jeff Bezos, ha preso chiederà 16 miliardi di dollari in sette tranche, con scadenze dai tre ai quarant’anni. Gli ordini di Amazon sono saliti a quasi 49 miliardi di dollari. Secondo l’azienda

Ci aspettiamo di utilizzare i proventi netti dell’offerta per finanziare tutto o una parte il corrispettivo per l’acquisizione di Whole Foods Market e per scopi generali aziendali

Il costo totale di dell’acquisizione di Whole Foods Market è di circa 13,7 miliardi di dollari, ossia 42 dollari per azione. Ciò significa che questo potrebbe essere un affare massiccio dal punto di vista del debito. Secondo gli osservatori di mercato, potrebbe arrivare a circa 16 miliardi di dollari. Prima di vendere le nuove obbligazioni, Amazon.com AMZN ha un debito di circa 9 miliardi di dollari. Questo non è niente rispetto al massiccio flusso di cassa dell’impresa e alla sua capitalizzazione di mercato. Ciò significa che questo accordo triplicherebbe il debito totale dell’impresa. Nonostante ciò, i tassi obbligazionari sembrano essere abbastanza validi per dell’operazione.

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La differenza di rendimenti tra obbligazioni corporate e treasuries è aumentata di 7 punti base a 115bp negli ultimi otto giorni, grazie ai dati di Bank of America Merrill Lynch. I trader sono stati sotto pressione negli ultimi giorni in quanto gli investitori sono stati occupati dalle vicende di AT&T (T) e British American Tobacco (BTI), tutte e due impegnate in grosse fusioni, inoltre ci sono stati i timori di una guerra con la Corea del Nord. Gli analisti dell’agenzia di rating del credito, Moody’s, hanno dichiarato che l’accordo per acquistare Whole Foods avrebbe “avviato” l’attività commerciale della vendita di alimentari di Amazon e ha indicato che l’azienda beneficerà della strategia di crescita della società.

Amazon è stato un generatore di cassa eccezionale negli anni, quindi è una grande sorpresa che abbia deciso di assumersi debiti per acquistare Whole Foods. Molte acquisizioni di questa dimensione prevedono un swap stock-for-stock dove quelli con azioni nel target di buyout vengono pagati in azioni della società che acquista. Invece di farlo per questo affare, tuttavia, Jeff Bezos e il suo team stanno per comprare stock di Whole Foods in contanti aumentando il debito. Questo è probabilmente il risultato di un tasso di interesse basso in questo momento.

L’interazione tra i tassi a breve termine della Federal Reserve e il prezzo che le imprese effettivamente pagano è qualcosa di controverso tra gli economisti. È chiaro, tuttavia, che la grande impresa ama il basso tasso di interesse tasso che la Fed ha apparentemente appoggiato. Amazon.com è solo l’ultimo di una lunga fila di aziende che hanno lanciato corporate indebitandosi sfruttando i tassi bassi negli ultimi cinque o sei anni. Anche le aziende, come Apple Inc, che sono sedute su enormi pile di denaro, hanno richiesto debiti negli ultimi anni per usufruire di tali tassi. Più recentemente Tesla Inc è riuscita a raccogliere 1,8 miliardi di dollari a un tasso del 5,3 per cento.

Per maggiori informazioni potete contattarci all’indirizzo info@dominosolutions.it

giovedì 3 agosto 2017

Azioni europee pronte per un acquisto già ad agosto

È giunto il momento di concentrarsi sulle aree più difensive del mercato che hanno storicamente eseguito bene durante questo periodo dell’anno. Tuttavia, i rischi per gli investitori sono in aumento con i sentiment economici in chiaro scuro e le attese ogni giorni sui tassi di interesse e i QE. L’investitore dovrebbe posizionarsi su titoli azionari con una liquidità non altissima, società che hanno rilasciato già le trimestrali, e sono state positive, buoni dividendi nel caso, e settori in crescita.

Da agosto a settembre storicamente sono i peggiori due mesi dell’anno per i titoli. Dal 1980 lo S&P500 è sceso in media dello 0,1% e dello 0,7% in questo periodo, i soli due mesi dell’anno che mostrano un ritorno negativo in media. Gli investitori sono mal preparati per qualsiasi tipo di downturn. Secondo l’ultimo sondaggio AAII sui singoli investitori, le persone stanno mantenendo le loro posizioni in fondi dal 2000 in un momento in cui i titoli si avvicinano ai livelli storici di sovravalorizzazione, eclissando ogni singolo guadagno avvenuto negli ultimi 8 anni, i migliori dal 1929.

Ma se uno è determinato a guardare oltre tutto questo, ed investire sul medio/lungo periodo in società solide, il nostro consiglio è quello di concentrarsi sulle aree più difensive del mercato che hanno storicamente eseguito bene durante questo periodo dell’anno. Di seguito vorremmo segnalarne tre che attualmente sono nei nostri portafogli, stanno guadagnando ma potrebbero rendere molto di più.

Allianz (DE)
Allianz SE è una società di servizi finanziari europea con sede a Monaco di Baviera, in Germania. È la prima Compagnia al mondo nel settore delle assicurazioni, prima della francese AXA, e dell’italiana Assicurazioni Generali. Allianz SE è presente in Italia dal 1º ottobre 2007 con la denominazione di Allianz S.p.A. In questa società sono state conglobate, trasformandole in divisioni commerciali, le preesistenti compagnie Allianz Subalpina, Lloyd Adriatico, e RAS.
Come conseguenza della fusione dal 1º ottobre 2007: il marchio Lloyd Adriatico si è trasformato in Allianz Lloyd Adriatico; il marchio RAS si è trasformato in Allianz RAS; è rimasto immutato il marchio Allianz Subalpina; RasBank, la Banca del Gruppo Ras che si avvale dei Promotori Finanziari (Financial Advisors), ha cambiato denominazione divenendo Allianz Bank Financial Advisors.

Allianz SE ha attualmente un dividendo decente di 7,60 euro per l’esercizio 2016, con un calo del 4,8%. Dal 2008 la società sta cercando di mantenere il rendimento del dividendo tra il 4-5%. L’azienda è anche al centro di un programma di acquisto di azioni di 3 miliardi di euro. La domanda è: la posizione in contanti della società sarà adeguata e per quanto tempo sarà in grado di mantenere la crescita del dividendo al fine di tenere il passo con il crescente prezzo azionario?

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Poiché Allianz è una società di assicurazioni tedesca, il che significa che deve rispettare la Solvency II, una direttiva del diritto dell’Unione europea. La Solvency II richiede ad Allianz di mantenere una capitalizzazione minima nel caso il prezzo azionario dovesse scendere troppo. Per Allianz questo rapporto è stato intorno al 218% nel 2016. Storicamente l’azienda è sempre rimasta nei margini più che adeguatamente. Nel 2015 il rapporto si è attestato al 200%, ma ora è aumentato ulteriormente a causa di un aumento del patrimonio netto di 4,2 miliardi di euro. Per quanto riguarda la solvibilità, l’azienda ha un rapporto di copertura di interesse di circa 10 volte, che è molto buono. Nel frattempo, il rapporto di leva finanziaria di Allianz sta diminuendo costantemente dal 2012. L’attuale rapporto di leva è a circa 13,22, che è ancora alto, ma gestibile. La rete di sicurezza integrata del rapporto di Solvency II rende il risultato dell’azienda più elevato rispetto al rapporto di solvibilità e liquidità, ma dobbiamo ancora tenere un occhio critico sui finanziamenti della società.

Atos (ATO)
Atos SE è una società europea che si occupa di servizi IT, con sede in Bezons, Francia e a Monaco di Baviera, in Germania. Atos è leader europea nei servizi digitali con un fatturato annuo pro forma 2014 di circa 11 miliardi di euro e 93.000 dipendenti che operano in 72 Paesi. Con clienti a livello globale, il Gruppo fornisce servizi di Consulting & System Integration, Managed Services & BPO, Cloud Operations, Big Data & Security Solutions e Transactional Services attraverso Worldline, leader europeo nel settore dei pagamenti e servizi transazionali. Il gruppo è il Worldwide Information Technology Partner dei Giochi olimpici e Paralimpici ed è quotato al mercato Euronext di Parigi.

Risultati primo semestre 2017, i ricavi sono stati pari a 6.311 milioni, + 11,6% a cambi costanti e +2,2% in modo organico. Il Gruppo ha raggiunto + 2,4% la crescita organica nel secondo trimestre del 2017, rafforzando la tendenza positiva già effettuata nel primo trimestre. Tutte le divisioni hanno contribuito alla crescita organica dei ricavi grazie ad un forte impulso commerciale e alla strategia di investimento nell’innovazione e nella tecnologia. Il margine operativo ammonta a 538 milioni di euro, pari all’8,5% del fatturato, migliorando di +190 punti base alimentati da Infrastructure & Data Management (+240 basis point), Business & Platform Solutions (+120 punti base) e Worldline (+240 punti).

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Amplifon (AMP)
Amplifon S.p.A. è un’azienda italiana che si occupa della diagnosi, applicazione e commercializzazione di soluzioni uditive. Fondata a Milano nel 1950 da Algernon Charles Holland, dal 2001 è quotata negli indici FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia STAR della Borsa di Milano. Il gruppo detiene una quota di mercato del 9,0% a livello mondiale ed è presente in 22 paesi (Italia, Francia, Paesi Bassi, Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Ungheria, Turchia, Polonia, Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, India, Egitto and in Brazil). Amplifon opera attraverso una rete di circa 3.250 punti vendita, 2.400 centri di assistenza e più di 1.600 negozi affiliati al network, impiegando complessivamente oltre 10.000 persone.

Nel primo semestre del 2017 Amplifon ha realizzato un giro d’affari di 623,78 milioni di euro, in aumento del 14,6% rispetto ai 544,21 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. A cambi costanti il fatturato sarebbe salito del 13,4%. In aumento anche il margine operativo lordo, che è passato da 85,49 milioni a 100,86 milioni di euro (+17,5%); di conseguenza, la marginalità è salita dal 16,2% al 16,6%. L’utile netto è stato pari a 38,06 milioni di euro, dai 29,63 milioni ottenuti nei primi sei mesi del 2016. Nel solo secondo trimestre il fatturato di Amplifon è salito da 289,69 milioni a 327,68 milioni di euro, mentre il risultato finale è stato positivo per 25,27 milioni. A fine giugno l’indebitamento netto era salito a 300,54 milioni di euro, rispetto ai 224,42 milioni di inizio anno. Nei primi sei mesi del 2017 le attività operative di Amplifon hanno generato un flusso di cassa di 32,53 milioni di euro, dopo aver sostenuto investimenti operativi per 28,76 milioni.

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martedì 1 agosto 2017

Materie prime, il ferro soffre dopo le notizie dalla Cina

Se pensiamo ai mercati in generale di questo periodo, non possiamo sottolineare i nuovi massimi dello S&P500, dovuti probabilmente grazie ad alcuni macro americani migliori delle attese e dai dati sulla crescita cinese. Non sarà così per molto comunque, sicuramente in Agosto avremo delle prese di posizione, su alcuni settori che hanno corso molto anche se la stagione degli utili tutto sommato sta andando bene.

I dati dell’inflazione statunitense sono ancora in calo, questo potrebbe indurre a pensare che la macchina economica americana vada a rilento e l’aumento dei tassi sia più lontano, in particolare le spese basate sul consumo personale sono molto prese in considerazione dalla FED – e se queste rimangono basse, pensiamo che il rischio globale rimanga medio/alto.

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Le previsioni per i prossimi mesi

Le previsioni del ferro secondo Morgan Stanley sono più basse delle precedenti per il resto dell’anno, a causa della crescita della produzione a basso costo e la probabilità che l’eccedenza mondiale aumenterà ogni anno fino al 2021. La materia prima sarà in media intorno ai 50 dollari nel terzo trimestre secondo un rapporto. La previsione del 2017 sono pari a 63 dollari, mentre gli outlook per il prossimo anno e 2019 sono rimasti invariati a 58 e 54 dollari a tonnellata.

Dopo il ritiro del secondo trimestre della merce, “tutti i segnali di mercato suggeriscono la stabilità commerciale a questo livello”, ha commentato l’analista Tom Price, nella nota ricevuta martedì. La banca, che ha elencato il minerale di ferro tra i metalli sui quali è neutrale, ha affermato che la creazione di una nuova miniera S11D di Vale SA in Brasile è dietro un surplus, limitando i prezzi spot, nonostante la domanda robusta o stabile.

I prezzi del ferro, che hanno raggiunto il picco di 95 dollari a metà febbraio, sono affondati a causa delle crescenti forniture da parte dei produttori, tra cui la brasiliana Vale (VALE), e i movimenti della Cina per bloccare la leva, hanno contribuito a sopprimere il trading speculativo. In settimana, BHP Billiton (BHP), la più grande società mineraria al mondo, ha anche sottolineato come ci saranno nuove forniture dal Brasile, prevedendo un calo della volatilità del mercato.

La domanda globale delle risorse e delle materie prime, in particolare per le materie prime in acciaio, dovrebbero rallentare nei prossimi due anni, calo sostenuto in gran parte da un rallentamento della spesa in infrastrutture e attività costruttive in Cina. La crescita della domanda dovrebbe diminuire nei minerali di ferro e i prezzi del carbone metallurgico. Prevediamo che i volumi di esportazione di gas naturale liquefatto (LNG) cresceranno per compensare i prezzi in calo delle altre materie prime.

Abbiamo previsto un surplus in espansione per il commercio marittimo, ma un prezzo piatto intorno ai 55-60 dollari, l’afflusso marittimo è previsto in crescita da 34 milioni di tonnellate quest’anno a 81 milioni nel 2018, raggiungendo 185 milioni entro il 2021. L’oro con il 62 per cento di contenuto consegnato a Qingdao è salito del 5,2 per cento a 59,70 dollari a tonnellate di sabbia, un declino trimestrale, secondo Metal Bulletin Ltd. L’aumento è stato preceduto da un aumento di futures, con il contratto SGX AsiaClear a Singapore che è salito del 6,4 per cento .

La visione di Morgan Stanley si confronta con la prospettiva di Citigroup Inc., che vede i prezzi a 51 dollari nel terzo trimestre e 48 dollari negli ultimi tre mesi dopo aver tagliato le sue previsioni all’inizio di questo mese. Citigroup stima un avanzo a 118 milioni di tonnellate nel 2017, passato da oltre 60 milioni di tonnellate dell’anno scorso. Il ferro sarà mediamente inferiore a 50 dollari per tonnellata l’anno prossimo e rimarrà sotto tale cifra fino al 2019, secondo le ultime previsioni del Dipartimento per l’industria, l’innovazione e la scienza.

Il dipartimento prevede che il prezzo del ferro in media sarà di 55 dollari a tonnellata nella seconda metà del 2017. La recente forza del settore siderurgico cinese dovrebbe fornire qualche supporto a breve termine, tuttavia, il prezzo del minerale è previsto per in ultima analisi in declino. Le scorte di ferro in Cina sono aumentate costantemente registrando livelli record, raggiungendo i 140 milioni di tonnellate a giugno 2017.

Probabilmente sarà necessario un periodo prolungato di prezzi bassi per spostare l’offerta aggiuntiva. Nel frattempo, gli utili per l’esportazione di risorse e energia in Australia nell’esercizio finanziario 2016-17 sono stati stimati intorno ai 205 miliardi di dollari. Si tratta di un aumento del 25% degli utili dell’esercizio precedente, secondo il dipartimento, determinato dagli aumenti di prezzo del del ferro e del carbone metallurgico. Tuttavia, i guadagni dovrebbero diminuire marginalmente nel 2017-18 a 202 miliardi di dollari e ulteriormente a 200 miliardi di dollari nel 2018-19, con i prezzi delle commodities in declino.